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C’è una Riforma nella Riforma che è passata in sordina, ma inciderà molto sulla scuola: è quella sul Sostegno.
Due sono i punti cruciali, che operano un “effetto tenaglia” sul tema: innanzitutto c’è l’art. 178 comma c, che delega al Governo la formulazione di una legge che in realtà è già pronta, stilata insieme alla Fish e alla Fand (associazioni rappresentative di importanti esperienze per l’inclusione scolastica); d’altra parte, c’è un elemento contenuto nella “Buona Scuola” che di fatto costituisce un’anticipazione clamorosa di questo disegno di Legge: un concorso apposito per il

Sostegno, il cui bando dovrebbe uscire entro il 1o dicembre 2015.
La linea del Governo è chiara: il Sostegno deve diventare un ambito specifico, al quale devono accedere degli “specialisti” formati appositamente sulle disabilità più gravi. Simultaneamente, è intenzione di Faraone & Co., promotori della Proposta di Legge, avviare una formazione più estesa per i docenti curricolari, in materia di disabilità.
Precisiamo: i problemi che la Riforma del Sostegno mira a risolvere, non sono inventati! La continuità didattica, l’abuso del sostegno come “ponte” per il ruolo, la necessità di estendere la responsabilità dell’inclusione a tutto il Consiglio di Classe.
Ma non basta saper inquadrare i problemi, se non si sviluppano i giusti anticorpi.
C’è un primo vizio di forma, che qui però è anche sostanza: la Legge Delega, su un argomento delicato come l’inclusione scolastica, è una scelta gravissima. Abbiamo già testato la disponibilità del Governo al dialogo e al ragionamento in occasione dei mesi di contestazione alla “Buona Scuola”. Il mondo della scuola si è mobilitato, esprimendo un larghissimo dissenso, che non è però stato per nulla preso in considerazione, nonostante un dibattito parlamentare in corso. Figuriamoci con una Legge Delega!
Ma non finisce qui: prima ancora che la Legge Delega già confezionata dal Governo sia promulgata, si approva in Parlamento un provvedimento che ne anticipa l’esecuzione, vale a dire il famoso concorso specifico per i posti di Sostegno. Questo, per quanto possibile, è ancora più grave.
Ed ora veniamo invece alla sostanza, che si evince a sua volta già dalla forma: la formazione dei docenti curricolari è “cosa buona e giusta”, perché la tendenza nella scuola, al di là di rari ma presenti curricolari sensibili, ci parla di una delega permanente all’insegnante di sostegno ad occuparsi dell’inclusione dei ragazzi con disabilità.
Ma questo processo si vuol accompagnare ad una trasformazione del profilo del docente di sostegno, che invece persiste nella direzione di quella delega. Cosa esiste oggi? C’è il docente specializzato sul sostegno, abilitato nella propria disciplina ma con un’ulteriore qualifica nel campo dell’inclusione scolastica. È una figura che ha le sue contraddizioni, e va perfezionata.
La Riforma prevista, invece, produrrà figure specifiche che, per arrivare in una classe, non dovranno necessariamente essere insegnanti di una materia e poi specializzati, ma persone formate in corsi incentrati sulle metodologie didattiche (senza possedere conoscenze didattiche) e patologie. E’ una “medicalizzazione” dell’inclusione scolastica che finisce per annientare il sostegno come processo di cui l’Insegnante specializzato deve essere regista, coordinatore. A cosa serve formare tutti i docenti se in classe c’è una figura appositamente lì per “fare il sostegno”? Un docente – che docente non è – in che modo può riuscire a dare a tutti gli studenti la dimensione di essere un insegnante di classe, acquisire legittimità per guidare gli alunni con disabilità nelle relazioni e nell’apprendimento col gruppo-classe? Così non si rischia di creare una figura che diventa un ulteriore marchio di diversità, in un sistema scolastico che già si rivela essere spesso intollerante alle diversità e poco incline a didattiche alternative?
L’Associazione Gessetti Rotti intende avviare una discussione nel mondo della scuola sull’inclusione scolastica. Occorre informare tutti, dai docenti di sostegno a quelli curricolari passando per le famiglie di alunni in situazione di disabilità. Da settembre, metteremo a disposizione del materiale informativo sulla Riforma del Sostegno, e cercheremo in vari modi di tenere alta l’attenzione sul tema per evitare che anche quest’ulteriore Riforma venga approvata senza alcuna interlocuzione reale col mondo della scuola.

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Sostegno: la riforma passata in sordina
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La riforma della Buona Scuola ha colpito anche i docenti di sostegno. Ecco cosa prevede.
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Gessetti Rotti